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Capacità power station: quanti Wh e watt servono

Capacità power station: quanti Wh e watt servono

Come dimensionare una power station: differenza tra Wh e W, il calcolo dell’autonomia, lo spunto e gli esempi pratici per blackout, frigo, CPAP e camper.

di Redazione GruppoElettrogeno.it 4 min di lettura Aggiornato al 13 luglio 2026

Scegliere una power station si riduce a rispondere bene a due domande: quanta potenza ti serve nello stesso istante e per quanto tempo. Sbagliarle significa comprare una macchina che non fa partire il frigo, oppure pagare per una capacità enorme che non userai mai. Ecco il metodo, con esempi concreti.

I due numeri, di nuovo: W e Wh

  • W (watt) = potenza. Quanto carico regge adesso. Deve coprire l’apparecchio più potente che attacchi, più il suo spunto.
  • Wh (wattora) = capacità. Per quanto tempo eroga. Decide l’autonomia.

Una power station da 1000 W / 1000 Wh fa girare fino a 1000 W di carico, per un totale di circa 1000 Wh di energia (es. 200 W per ~5 ore). Servono tutti e due giusti: una capacità enorme con poca potenza non accende il phon; tanta potenza con poca capacità lo accende ma per pochi minuti.

Passo 1 — la potenza (W): copri il picco

Elenca gli apparecchi che vuoi far funzionare insieme e somma i loro watt. Poi verifica due cose:

  • La potenza continua della power station deve superare questa somma.
  • Il picco/surge dichiarato deve coprire lo spunto dei dispositivi con motore o compressore (frigorifero, pompa, alcuni elettroutensili): all’avvio assorbono per un istante 2–3 volte la potenza nominale. È il valore di picco, non quello continuo, a decidere se il frigo parte.

Passo 2 — la capacità (Wh): copri le ore

Formula semplice:

Wh necessari ≈ (somma watt dei dispositivi) × (ore di utilizzo) × 1,2

Il fattore 1,2 è il margine per le perdite dell’inverter e per non scaricare la batteria al 100% ogni volta (cosa che ne accorcia la vita). Se i carichi non sono sempre tutti accesi (il frigo, per esempio, lavora a cicli), puoi usare il loro consumo medio invece della potenza di targa, ottenendo una stima più realistica.

Esempi pratici

Uso Cosa alimenti Potenza (W) Capacità consigliata
Blackout leggero router, telefoni, 1-2 luci LED ~50–150 W 300–500 Wh
CPAP notturno apparecchio CPAP (senza riscaldatore) ~30–60 W 300–500 Wh
Frigorifero frigo di casa (a cicli) continua bassa, picco alto 1000 Wh+
Camper / giornata luci, pompa, ricariche, piccola TV variabile 1000–2000+ Wh
Piccoli utensili trapano, ventilatore, elettronica controlla il picco secondo l’utensile

Nota: i carichi termici (phon, stufette, bollitori, forni, condizionatori) assorbono moltissimo e svuotano qualsiasi power station in fretta — per quelli serve un generatore, non una batteria.

Espandibilità: comprare “giusto” oggi, crescere domani

Se sei indeciso tra due taglie, valuta i modelli espandibili con batterie aggiuntive: parti con la capacità che ti serve ora e la aumenti se l’uso cresce, senza ricomprare tutto. È uno dei criteri nel confronto tra marchi: Bluetti, EcoFlow, Jackery.

I Wh dichiarati non sono i Wh che userai

Un chiarimento che evita delusioni: dei 1000 Wh sulla scatola, ai tuoi apparecchi ne arrivano realisticamente 850–900. Le perdite hanno tre origini: l'inverter che trasforma la corrente della batteria in 230 V consuma qualcosa per il solo fatto di essere acceso (e in proporzione pesa di più sui carichi piccoli); il sistema di gestione non scarica mai le celle a zero, per proteggerle; e la capacità nominale è misurata in condizioni di laboratorio. Non è un difetto dei singoli marchi, è la fisica di tutti: basta saperlo e usare il fattore 1,2 della formula, che esiste esattamente per questo. Corollario utile: se un carico va alimentato in continua (come un CPAP con cavo 12 V dedicato), saltare l'inverter recupera un 10–15% di autonomia.

Il metodo del wattmetro: misura, non stimare

Le targhette dichiarano il massimo assorbimento, ma i consumi reali sono spesso più bassi — e per i carichi ciclici come il frigo la targa non dice quasi nulla. La soluzione costa pochi euro: una presa wattmetro (contatore di consumo da interporre tra presa e apparecchio). Collegala al frigo per 24 ore e leggi i kWh consumati: quello è il numero vero da moltiplicare per i giorni di autonomia che vuoi. Stesso metodo per la postazione PC, il router, la TV: mezza giornata di misure e il dimensionamento passa da "a occhio" a "calcolato". È il singolo accorgimento che più spesso fa risparmiare una taglia intera di power station — o evita di comprarne una che non basta.

La durata nel tempo: i cicli

A parità di Wh, conta quante volte puoi ricaricarla. Le batterie LiFePO4 reggono spesso oltre 3000 cicli, contro i 500–800 del litio tradizionale: se la userai spesso (camper, backup frequente), è la differenza tra una power station che dura anni e una da sostituire presto.

In sintesi

Dimensiona su due numeri: i W per far partire l’apparecchio più potente (occhio al picco di spunto del frigo), i Wh per coprire le ore di autonomia (somma watt × ore × 1,2). Usa gli esempi come riferimento, ricorda che i carichi termici non sono affar suo, e se prevedi di usarla molto scegli LiFePO4 ed eventualmente un modello espandibile. Per il quadro generale parti da come funziona una power station.

Domande frequenti

Quanti Wh servono per una power station?

Dipende da cosa devi alimentare e per quanto. Per router, telefoni e qualche luce in un blackout bastano 300–500 Wh. Per tenere un frigo per diverse ore servono 1000 Wh o più. Per il camper o un’autonomia di un giorno intero si va da 1000 a 2000+ Wh. Il calcolo è: somma dei watt dei dispositivi × ore di utilizzo, più un 15–20% di margine per le perdite.

La power station regge il picco di avvio del frigorifero?

Solo se la sua potenza in uscita (W), e soprattutto il picco che tollera, coprono lo spunto del compressore, che all’accensione può valere 2–3 volte la potenza nominale del frigo per un istante. Guarda sempre il valore di picco/surge dichiarato, non solo la potenza continua: è quello che decide se il frigo parte o se la power station va in protezione.

Posso alimentare un CPAP tutta la notte con una power station?

Sì, ed è uno degli usi migliori. Un CPAP assorbe poco (spesso 30–60 W senza umidificatore riscaldato), quindi una power station da 300–500 Wh può coprire una notte intera, anche di più se disattivi il riscaldatore dell’umidificatore. È un backup prezioso per chi dipende dalla terapia anche durante un blackout.

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