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Quanti kW servono per alimentare una casa con un gruppo elettrogeno

Come calcolare i kW del gruppo elettrogeno per la casa: differenza kW/kVA, potenza di spunto, tabella dei consumi degli elettrodomestici e il metodo per non sbagliare taglia.

4 min di lettura Aggiornato al 27 giugno 2026

Dimensionare la potenza è la decisione più importante quando si compra un gruppo elettrogeno per la casa. Sbagliarla per difetto significa un generatore che va in blocco appena parte il frigo; per eccesso, soldi buttati e un motore che lavora male. La buona notizia è che il calcolo è semplice, se si conoscono due concetti: la differenza tra kW e kVA e la potenza di spunto.

kW o kVA: capire i numeri sulla targa

I generatori vengono spesso dichiarati in kVA (potenza apparente), mentre i tuoi elettrodomestici consumano kW (potenza reale). I due valori sono legati dal fattore di potenza (cosφ), che per i gruppi elettrogeni vale tipicamente 0,8:

kW = kVA × 0,8

Quindi un generatore da 5 kVA eroga in realtà circa 4 kW di potenza utile. Quando confronti i modelli, riporta sempre tutto ai kW: è ciò che conta per alimentare la casa.

Attenzione anche alla differenza tra potenza massima (di picco, sostenibile per pochi minuti) e potenza continua o nominale (quella erogabile per ore). Dimensiona sulla continua: è il valore onesto.

La potenza di spunto: il vero collo di bottiglia

Tutto ciò che ha un motore elettrico — frigorifero, congelatore, pompa dell'acqua, climatizzatore, compressore — assorbe nell'istante dell'accensione molto più della sua potenza nominale: un picco di 2–3 volte, per qualche secondo.

Esempio: un frigorifero che "consuma" 200 W può chiedere 600–1000 W allo spunto del compressore. Se più motori partono insieme, i picchi si sommano. Il generatore deve reggere questo transitorio, non solo la somma dei consumi a regime.

I carichi puramente resistivi (lampade a incandescenza, stufette, phon, forno, scaldabagno) non hanno spunto: assorbono subito la loro potenza nominale, costante.

Quanto consumano gli elettrodomestici

Valori indicativi: i consumi reali variano per modello ed efficienza.

Apparecchio Potenza continua Spunto (motori)
Illuminazione LED (per punto) 5–15 W
Router / modem 10–20 W
TV 50–120 W
Frigorifero 150–300 W 600–1000 W
Congelatore 150–350 W 600–1100 W
Caldaia (pompa + elettronica) 100–250 W 300–600 W
Pompa dell'acqua / autoclave 600–1200 W 1500–3000 W
Microonde 800–1200 W
Lavatrice (con resistenza) 2000–2500 W breve picco motore
Forno elettrico 2000–2500 W
Phon 1500–2000 W
Climatizzatore (split) 800–1500 W 1500–2500 W
Scaldabagno elettrico 1200–2000 W

Il metodo per calcolare la taglia giusta

In quattro passi:

  1. Elenca i carichi che ti servono insieme. Non tutto si accende contemporaneamente: sii realistico su cosa funzionerà nello stesso momento.
  2. Somma le potenze continue di questi carichi.
  3. Aggiungi lo spunto del motore più grande (solo del più grande: difficilmente partono tutti nello stesso istante). Somma continua + un picco.
  4. Aggiungi un margine del 20–30% per sicurezza e per non far lavorare il generatore al limite.

Esempio pratico — kit essenziale blackout

  • Frigo 200 W (spunto 800 W) + congelatore 250 W + luci LED 100 W + caldaia 200 W + router 20 W + TV 100 W
  • Somma continua: ≈ 870 W
  • Più lo spunto del frigo: il picco istantaneo tocca ≈ 1470 W
  • Con margine 30%: serve un generatore da ≈ 2 kW reali

Un inverter da 2–2,2 kW copre questo scenario con silenzio ed economia.

Tre scenari tipici

Scenario Cosa alimenti Potenza consigliata
Essenziale Frigo, luci, caldaia, router, ricariche 2–3 kW
Comfort I precedenti + microonde, lavatrice (a turno), un climatizzatore 3–5 kW
Casa intera Più carichi pesanti contemporanei, forno, climatizzazione, scaldabagno 6 kW e oltre

Per i carichi essenziali un inverter è la scelta migliore (silenzioso, onda pulita). Per la casa intera con uso intenso serve un gruppo tradizionale (AVR), spesso diesel: vedi diesel, benzina o inverter.

Non sovradimensionare

Sembra prudente "andare larghi", ma un generatore che lavora costantemente al 20% del carico consuma di più in proporzione, si sporca e dura meno. Il punto di lavoro ideale è tra il 50% e il 75% della potenza nominale. Un margine del 20–30% è sufficiente.

E adesso?

Una volta scelta la taglia, due passi restano fondamentali: capire quanto ti costerà in carburante (quanto consuma un gruppo elettrogeno) e come collegarlo alla casa in sicurezza (collegamento al quadro e ATS). Se l'obiettivo è il backup domestico, parti dalla pagina casa e blackout.

Domande frequenti

Quanti kW servono per una casa in caso di blackout?

Per i soli carichi essenziali (frigo, luci, caldaia, router, qualche presa) bastano in genere 2–3 kW. Per vivere con un buon comfort, evitando di pensare a cosa accendere, servono 3–5 kW. Per alimentare l’intera abitazione con carichi pesanti contemporanei (forno, climatizzatore, scaldabagno elettrico) si parte da 6 kW in su.

Che differenza c’è tra kW e kVA?

Il kVA è la potenza apparente, il kW la potenza reale (attiva) che alimenta davvero i tuoi apparecchi. Sono legati dal fattore di potenza (cosφ), tipicamente 0,8 per i generatori: un gruppo da 5 kVA eroga circa 4 kW reali (5 × 0,8). Dimensiona sempre sui kW di cui hai bisogno, non sui kVA dichiarati.

Cos’è la potenza di spunto e perché conta?

È il picco di assorbimento che i motori elettrici (frigorifero, pompa, condizionatore, compressore) richiedono nell’istante dell’accensione: può valere 2–3 volte la loro potenza nominale, per pochi secondi. Il generatore deve poter reggere questo picco, non solo la potenza continua, altrimenti va in protezione.

Meglio prendere un generatore più potente del necessario?

Un piccolo margine (20–30%) è sano e allunga la vita del motore. Ma sovradimensionare troppo è controproducente: un generatore che lavora sempre molto al di sotto della sua potenza consuma di più in proporzione, si sporca (vetrificazione, nei diesel) e costa di più. L’ideale è farlo lavorare tra il 50% e il 75% del carico.

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